11 Settembre: memorie

Ci sono momenti della vita che proprio non ci ricordiamo. Ho amato tantissimo le barbie ma nemmeno se mi sforzo mi riesco a ricordare quando mi hanno regalato la prima ed i ricordi che ho sull'argomento sono tutti indotti da vecchi filmini natalizi. Poi ci sono momenti meravigliosi che ricordi come fosse ieri: la mattina in cui è nata mia sorella. Ed infine ce ne sono altri che si vetrificano nella tua anima perchè in quel momento rompono il tuo stato di quiete e ti cambiano per sempre.



Ricordo questa immagine nitidamente; ricordo i colori di quella giornata; ricordo esattamente dove ero, cosa facevo e con chi ero. Non ci sono dubbi nella mia memoria: ricordo ogni istante.
Nel 2001 avevo 18 anni ed ero all'ultimo anno di scuole superiori. In quel periodo trascorrevo il mio tempo libero con gli amici nel bar dell'oratorio del quartiere "la Pianta" di Forlì. Ricordo che il gestore grido "venite a vedere è incredibile" e noi corremmo tutti dentro credendo che fosse l'ennesima stupidaggine alla tv con cui poterci fare una sonora risata di fine estate. Le immagini erano fisse sulla prima delle Twin Towers che bruciava dopo lo schianto di un aereo. Per quanto le immagini fossero orribili immaginammo si trattasse solo di un incidente. Ma poi ogni canale tv iniziò a bloccare le trasmissioni per collegarsi in diretta e iniziarono a confermarsi le notizie che non si trattava di un incidente ma di un attacco premeditato. Ci sedemmo tutti e iniziammo a seguire con attenzione e bramosia ogni notizia. Dopo solo 17 minuti il gelo. Vedemmo il secondo aereo e lo schianto. Ho un immagine di me stessa e della gente che mi stava intorno come fosse una polaroid scattata da una terza persona. Chi come me si era alzato in piedi senza rendersene conto con le mani sulle labbra a soffocare un grido, chi rimaneva seduto incrociando le mani sugli occhi perchè incredulo di ciò che avevano appena visto, chi piangeva perchè l'anima aveva capito prima del cervello cosa stava succedendo. Ma il ricordo più vivo è l'assordante silenzio che quello schianto ha generato. Non si sentivano più le urla, i cronisti, i commenti. Sembrava la classica scena di un film: ma io non sono un'attrice e quello non era un film e purtroppo quel giorno quasi 3000 persone hanno perso la vita. Siamo rimasti incollati a quelle immagini per 102 minuti, fino a quando anche la seconda torre non è collassata. Siamo rimasti a sentire degli altri 2 aerei, uno caduto sul Pentagono e degli eroi del volo 93 della United Airlines che hanno perso la vita evitando ai dirottatori di portare a termine la loro folle missione. Siamo rimasti li a crescere, a lacerarci l'anima per sempre, a capire che nulla sarebbe più stato come prima. Metti in conto tutta la vita che la vita è precaria, che vola via in un secondo, che il destino può essere denso di imprevisti ma non ti aspetti che la cattiveria e la stupidità umana possano arrivare a tanto. Capii che da quel giorno non mi sarei mai più sentita completamente al sicuro ovunque mi fossi trovata. Capii che sarei stata impotente persino nel cercare di evitarlo. Capii che non sarei nemmeno mai stata la patriota che credevo di essere perchè io, a differenza degli eroi che si immolati per salvare altre vite, sarei scappata via. A loro e a tanti innocenti il mio ricordo è votato. Per loro un giorno sarò su quelle macerie a domandarmi ancora perchè. E per loro racconterò sempre di quel pomeriggio di sole infranto e di silenzio.

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