Lunedì che stress!!

Vorrei sapere chi dice che le casalinghe/i disoccupati non hanno nulla da fare?!
Il lunedì mattina vorrei davvero essere ancora una lavoratrice fuori casa. Si perché il week end lo si dedica comunque al riposo e alla famiglia e per forza di cose i doveri quotidiani vengono immancabilmente posticipati al lunedì.
Per cui come casalinga/disoccupata mi trovo oggi a dover svolgere le mansioni di tre giornate. In più per ovvie ragioni di tempo a mia disposizione ci sono anche quelle commissioni che diversamente farebbero altri membri della famiglia. Un vero stress organizzare tutto. Per di più quando ti occupi della tua casa e della tua famiglia, per quanto puoi programmare, la tabella di marcia non viene mai rispettata. Decidi di fare determinate cose e mentre le fai te ne vengono in mente altre mille correlate che è assolutamente meglio svolgere prima di passare ad un altro punto della tua lista. Per cui a fine giornata hai fatto sicuramente molte cose ma un quinto di quelle programmate. 
Pensare di posticipare cose odierne a domani mi uccide perché domani è l'epifania che tutte le feste porta via e inevitabilmente ci saranno tutti gli addobbi da riporre e i tradizionali soprammobili da ripristinare. Sarebbe bello se la befana si trasformasse in un'allegra Mary Poppins che con il solo schiocco delle dita riordinasse tutta la nostra casa! Per adesso il solo schiocco che odo è quello dello straccio della polvere sbattuto fuori dalla finestra.
Gli addobbi di Natale...credevo che non lavorando quest'anno il Natale avrebbe avuto il sapore di quando si andava a scuola. Le vacanze sembravano lunghe e si ammiravano le luminarie in città, la corsa hai regali era un piacere e si assaporava ogni istante. Purtroppo però questo mese di festeggiamenti è volato e fra le mille cose da fare non ci si è mai fermati un attimo ad apprezzare tutto ciò che rende magico il Natale. Forse non è l'età o il lavoro a rendere meno magico il Natale; a rendere la nostra percezione del Natale più impalpabile. La differenza tra ora ed allora è il fatto che oggi si hanno delle responsabilità e delle aspettative da onorare, mentre dovrebbe essere un momento di pausa e pace solo per noi stessi. Ecco forse il dono più grande di Natale, che puntualmente non ci facciamo, è il tempo per vivere il Natale senza doverne rincorrere le convenzioni sociali. Dovremmo addobbare la casa per il nostro piacere e non per gli ospiti che la transiteranno, dovremmo fare regali di cuore e non dettati dal consumismo o dal marketing, dovremmo fare cenoni privi di menù altisonanti ma ricchi di sapori famigliari, dovremmo attendere la sveglia della primissima mattina per la gioia di aprire dei regali inaspettati invece di avere delle wishlist preconfezionate. Dovremmo ricominciare a credere in Babbo Natale anche se siamo grandi e non abbiamo un camino o un tavolino da thè su cui mettere latte e biscotti.

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